Il running è oramai diventato fenomeno di massa, sport oggetto di vari studi, smodata passione sempre più contagiosa.

Il running, la corsa,  si sta espandendo ad una velocità impressionante. Iniziato come pratica di nicchia, oggi sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa. Seguendo questa tendenza, sono ormai molte le case produttrici di scarpe da corsa che stanno lanciando sul mercato diversi modelli fino alle scarpe da running minimaliste (A0), scarpe adatte alla corsa naturale (barefoot) che mima appunto la corsa a piedi nudi.

Queste ultime sono estremamente leggere, generalmente pesano dai 150/300 gr e sono state progettate per favorire il movimento naturale delle articolazioni del piede; ne garantiscono una posizione biomeccanica ottimale e contribuiscono a correggere alcuni problemi di postura. In alcuni modelli, inoltre, si trova l’alluce separato sia nella suola che nella tomaia: questa libertà di movimento consente al piede di spingere con maggiore forza rispetto alle scarpe tradizionali da running.

Si dice che Bill Bowerman, celebre coach di atletica leggera, cofondatore di Nike ed ideatore negli anni settanta dell’innovativa suola Waffle, spesso provocasse i suoi atleti dicendo loro che la scarpa da gara ideale sarebbe dovuta essere “un chiodo attaccato sotto un piede nudo”. Con il lancio sul mercato delle scarpe da corsa Nike Free – modello con la suola profondamente intagliata, con una trentina di celle indipendenti, e che vantava l’eliminazione di tutti gli accessori non indispensabili – molti produttori di scarpe hanno iniziato ad investire sulla “nuova filosofia” della corsa a piedi nudi.

Alcune aziende si sono limitate a produrre modelli di scarpe da running molto leggeri, ma con caratteristiche da scarpa da gara; altri hanno presentato soluzioni intermedie, non proprio scarpe minimaliste, con strutture ridotte, ma sempre con molta tecnologia applicata; infine ci sono aziende, come ad esempio Vibram (la prima a credere in questa nuova filosofia), che ha lanciato sul mercato dei veri e propri “guanti per i piedi”: le ormai famosissime FiveFingers. Lo scopo è creare una seconda pelle artificiale, così da offrire una notevole protezione e un’ottima aderenza ai piedi, mantenendo la libertà e la naturalezza di movimento del camminare a piedi nudi.

Per ora le scarpe da running della categoria A0 minimaliste non sono adatte per un uso universale, occorre approcciarsi per gradi, onde evitare infortuni; di sicuro  possono essere considerate un nuovo ausilio per l’allenamento.

BENEFICI DEL RUNNING

Sia che siate indecisi sull’iniziare a correre, sia che siate già runner in cerca di motivazioni per continuare, questo articolo cercherà di spiegarvi perchè correre è una delle cose migliori che possiate fare per l’oggetto di cui dovreste avere massima cura: il vostro corpo.
I vantaggi sono innumerevoli, quindi ne prenderemo in esame solo alcuni (i principali), senza la pretesa di essere assolutamente esaustivi. Abbiamo però pensato di suddividere in due articoli i diversi benefici, quelli “fisici” e quelli “mentali”

Dimagrimento
Il primo evidentissimo vantaggio, che spesso è anche il primo e solo motivo per il quale ci si avvicina alla corsa, è il dimagrimento.
La corsa è un’attività fisica di tipo aerobico e richiede un rilevante impegno fisico. Questo si traduce in un importante dispendio calorico, difficilmente raggiungibile con altri sport nel medesimo intervallo di tempo. In letteratura il consumo di calorie viene approssimato con la formula: KCal = 1 x km percorsi x kg di peso corporeo
Il che significa che un soggetto di 70kg che corre 5 chilometri consuma circa 350 kcal (un piatto di pasta circa). Chiaramente si tratta di approsimazioni, in quanto ci sono diversi fattori che influenzano il consumo, come il terreno, l’economia di corsa, la pendenza, ma è un dato generalmente piuttosto attendibile. Non solo: l’aumento del consumo calorico continua anche nelle ore successive all’allenamento. Il metabolismo infatti ne risulta molto sollecitato.

Cuore
Non è vero che la corsa allena solo i muscoli delle gambe. La corsa di resistenza, specie se praticata a media intensità, migliora l’efficienza cardiaca, rendendo il cuore più forte. Ciò che è più importante però è l’impatto dell’attività sui diversi fattori che possono scongiurare (o ridurre) diversi problemi cardiovascolari: aumento del colesterolo “buono” HDL (riduzione rischi di infarto), diminuzine dei trigliceridi e della glicemia (riduzione rischi di diabete), aumento della capillarizzazione e conseguente diminuzione della pressione sanguigna (riduzione rischi di ictus), aumento della fluidità del sangue (riduzione rischi di trombosi).

Apparato muscolo-scheletrico
Sia la massa muscolare che quella ossea tendono a diminuire con il passare degli anni (già dopo i 30), in maniera molto più consistente in soggetti sedentari. La pratica regolare di attività fisica permette di ridurre drasticamente la perdita di massa muscolare. La corsa inoltre, grazie ai continui piccoli impatti con il terreno, stimola l’attività degli osteoblasti, le cellule preposte alla formazione di tessuto osseo. Il che si traduce in una maggiore densità ossea con conseguente riduzione dei rischi di osteoporosi (specie nella donna). Inoltre la migliore efficienza dell’apparato muscolo scheletrico riduce notevolmente i rischi di cadute e di infortuni legati alle normale attività quotidiano. Raramente sentirete parlare di un runner (magari anziano) che si è rotto la testa del femore!

Invecchiamento
Gli sport di media/alta intensità sembrano ridurre sensibilmente il calo di produzione dell’ormone della crescita (HGH), processo che inizia dopo i vent’anni ed aumenta

sensibilmente dopo i 40. La riduzione di ormone della crescita è uno dei fattori che influenza l’invecchiamento. Di conseguenza, contrastandone la diminuzione, viene contrastato anche il processo di invecchiamento. Non solo quindi correre può migliorare la vostra vita, ma addirittura allungarla!

Difese immunitarie
Praticare il running come amatori (il discorso cambia per i professionisti) aumenta le risposte del sistema immunitario, sia nel breve che nel lungo periodo. Chi corre con pioggia invernale o addirittura con la neve non è un pazzo scatenato come pensano molti. Semplicemente la corsa adatta il sistema immunitario alle sollecitazioni  e sembra che questo effetto, con la pratica costante, rimanga inalterato anche a riposo. Quanti runner “malaticci” conoscete?

Stitichezza
So che può far sorridere (dopo aver parlato di infarto, diabete e osteoporosi) ma questo è un fastidio particolarmente avvertito soprattutto dal genere femminile. Care amiche (o anche amici), lasciate stare i lassativi chimici ed iniziate a correre. Rimetterete in movimento (nel vero senso della parola) il vostro intestino in breve tempo e con un metodo assolutamente naturale.